Arpino Chiesa di San Vito.

All’interno dell’Acropoli di Civitavecchia, ben protetta dalle mura ciclopiche, troviamo, oltre che la Torre (detta ”di Cicerone”, da dove si gode un meraviglioso panorama), l’antica Chiesa di San Vito Martire.

IMG_0018 (FILEminimizer)IMG_0021 (FILEminimizer)IMG_4610 (FILEminimizer)IMG_0163 (FILEminimizer)Dalle notizie più antiche riguardanti questa Chiesa, apprendiamo che nel 1305 il Vescovo di Sora, A. Massarone, la visitò.
All’interno ci sono tantissime opere d’arte, tra cui: l’Altare maggiore, in marmo policromo con pala del Cav. Giuseppe Cesari da Arpino (detto il Cav. D’Arpino), raffigurante i tre Santi Martiri, Vito nel mezzo, vestito da soldato romano, San Modesto alla destra e Santa Crescenza a sinistra, coniugi educatori del giovane Vito.

IMG_0140 (FILEminimizer)IMG_0016 (FILEminimizer)IMG_0014 (FILEminimizer)altra opera molto importante è la statua in legno di S.Vito Martire, dell’artista G. M. Stoltz e un antico organo.

IMG_0011 (FILEminimizer)IMG_0150 (FILEminimizer)IMG_0125 (FILEminimizer)IMG_0142 (FILEminimizer)
Secondo una tradizione locale l’edificio sarebbe stato innalzato sulle rovine di un tempio pagano dedicato a venere conciliatrice mentre, la canonica, con un prezioso soffitto in legno intarsiato, sorge in parte sui resti della Cappella dedicata all’Annunziata, e in parte su un vecchio ossario.

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Alla festa di San Vito (l’ultima risale al 15 Giugno 1931), si portavano gli animali e le persone a fare benedire, si procedeva all’esorcizzazione dei ”posseduti”.
Il giorno della festa, già dalle prime luci dell’alba, centinaia di capi di bestiame venivano portati su per i tratturi che conducevano all’Acropoli, transitando davanti alla Chiesa venivano benedetti dal Parroco e in seguito iniziavano le contrattazioni per la compravendita dell’annuale fiera.
In seguito si teneva la processione, questa girava tre volte intorno alla Chiesa in segno propiziatorio, e vi partecipavano sia gli animali che le persone, ritornati sul sagrato della Chiesa, venivano fatti posizionare i soggetti da esorcizzare mediante l’imposizione dei ”FERRI DI S. VITO” (erano 2 di cui il più lungo per gli animali), questi venivano imposti sulla fronte dopo essere stati scaldati. Si racconta ancora della donna di Vallerotonda che venne esorcizzata durante l’ultima festa (1931).

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Sono stati ben 28 i Parroci che si sono susseguiti alla guida della Parrocchia dal 1305.

IMG_0025 (FILEminimizer)IMG_0131 (FILEminimizer)IMG_0130 (FILEminimizer)Nel 1979 il campanile fu distrutto da un fulmine e ricostruito, a ricordo di questo evento c’è una targa all’entrata.

IMG_0134 (FILEminimizer)IMG_0095 (FILEminimizer)IMG_4625 (FILEminimizer)Molte le coppie che sono convolate a nozze in questa Chiesa negli anni, il bellissimo borgo si presta a cerimonie bellissime e a servizi fotografici unici.

Ringrazio per le notizie storiche il Prof. Saverio Zarrelli ed il figlio Vincenzo, sempre pronti a raccontare la storia di Arpino.

Da non dimenticare i ringraziamenti a Valeria che tiene la Chiesa sempre in ordine e pulita.

Articolo e Foto Gianna Reale Ph.

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