AVIAT una ventata di vita per il Togo.

Già altre volte vi ho dato notizia delle missioni portate a buon fine da Aviat, ma questa volta purtroppo devo scrivere di una missione rimandata, sperando che si possa portare a termine il prima possibile.

Intanto per saperne di più di questo gruppo di missionari potete dare un’occhiata ai miei vecchi articoli:

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Proprio qualche giorno fa ho avuto una lunga conversazione telefonica con la mia amica Vanessa che mi ha raccontato: ”Nelle missioni siamo ‘zingari del Togo’, ci spostiamo dal sud al nord nei villaggi di Agoè, Amakpapè, Kolowarè, Fiata, Zooti, Sokodè, Aleyo, Afagnan, Notsé, Aktapamè, Kpalimè…
Nell’ultima missione abbiamo acquistato e donato quasi 3000€ di farmaci, latte in polvere, costruito 2 pozzi (da quando è nata AVIAT sono stati costruiti 7 pozzi), 1 piccola scuola (con il 5×1000), 1 capannone con all’interno macchinari per la lavorazione della manioca, mais, cocco per una cooperativa agricola di donne. Donato 50 banchi in una scuola (fondi ricavati anche dalle Cantine di Marco Agrippa dove AVIAT è presente con la cantina). Aiutato a distanza quasi 40 bambini. Poi fatto oltre 1000 consultazioni mediche, 300 ecografie, impostato vari programmi di aiuto a singole persone affette da patologie che senza il nostro aiuto economico non avrebbero potuto curare.
Abbiamo donato un riunito dentistico, culle termiche alle varie strutture sanitarie esistenti, sterilizzatrice, una lampada a fessura, materiale per un interventi di ortopedia”.

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Insomma come si può capire i volontari fanno quello che possono con le offerte raccolte durante tutto l’anno in Italia, e soprattutto portano a termine quello che promettono di fare. Naturalmente i componenti del gruppo sono di tante città italiane, da nord a sud, tutti uniti da un solo desiderio: Aiutarli nel loro paese.

Vanessa come sempre mi racconta tante cose e noto sempre la sua passione per il volontariato: ”AVIAT per la Santa Pasqua aveva destinato circa 300 Uova alla vendita di beneficenza ed il ricavato era devoluto al Progetto dell’acquisto di farmaci e latte in polvere per i bambini malnutriti. Ma in vista della situazione d’emergenza a causa del COVID-19 , AVIAT ha deciso di Donare le Uova”.

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I delegati AVIAT delle varie regioni, Vanessa lo è per il Lazio, hanno deciso di donare le uova non vendute, quindi lei, Ylenia e Rita hanno incontrato una delle Operatrici di Una Casa Famiglia del frusinate per consegnare le Uova destinate a chi manca qual calore familiare.

Dando un’occhiata alla pagina Facebook dell’Associazione (Clicca qui per visitare la pagina), si può leggere chi sono e cosa fanno, in questi giorni avevano scritto anche della missione che per ora è stata rimandata.

I volontari, se pur con poco, portano una ventata di vita dove manca:

AIUTIAMOLI A CASA LORO

A Pasqua l’UOVO é simbolo della VITA .
A Pasqua puoi migliorare la VITA di molti bambini.
Con l’ACQUISTO delle UOVA di AVIAT ( 8€) , contribuirai a donare FARMACI per curare la Malaria e acquistare LATTE in polvere destinati ad un centro per bambini malnutriti.

MALARIA: I dati relativi alla malaria nel mondo nel 2017 riportati l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) parlano di circa 435 mila decessi, il 93% dei quali si sono verificati nelle regioni sub-sahariane dell’Africa.
Gli stessi dati riportano che I bambini al di sotto dei 5 anni sono particolarmente vulnerabili all’infezione e spesso sviluppano la malattia in forma grave. Nel 2017 il 61% dei decessi ha colpito questa fascia di età.
Noi di AVIAT durante le nostre missioni umanitarie trattiamo gli attacchi di malaria che si presentano alla nostra osservazione, il costo dei farmaci necessari per curare ogni bambino è di 4,80 euro. Non tenendo conto poi delle gravi anemie che si sviluppano in seguito agli attacchi di MALARIA…

MALNUTRIZIONE:
La malnutrizione uno dei peggiori killer dell’infanzia: questa condizione infatti è concausa della morte di 3,5 milioni di persone l’anno, e del 35% delle morti dei bambini sotto i 5 anni.
Parliamo di “concausa” perché un bambino malnutrito avrà maggiori probabilità di sviluppare gravi ritardi mentali e di contrarre malattie: dietro la morte di un bambino per dissenteria o polmonite, per esempio, c’è spesso una storia di malnutrizione trascurata.
Nei paesi in via di sviluppo, ogni anno, nascono 19 milioni di bambini sotto peso. Per loro, i primi mille giorni di vita sono l’arco di tempo che fa la differenza tra la vita e la morte. Aiutare questi bambini, combattere e vincere la malnutrizione, è possibile. GRAZIE ☺️

 

… la situazione coronavirus ha colpito anche noi. Nessun contagio, solo abbiamo dovuto ANNULLARE LA NOSTRA PROSSIMA MISSIONE, CHE DOVEVA PARTIRE IL 19 MARZO. Il biglietto era già pronto, in 7 volontari (Alessandro, Cristina, Enrica, Ylenia, Stefania, Vanessa) stavamo organizzando le tante cose da fare in Togo. Poi è arrivato questo virus: ci ha fermato non tanto la paura del contagio, che con un po’ di attenzione potevamo controllare… ci ha fermato la possibilità non remota che a Lomé non ci potessero accettare, che ci mettessero in quarantena. Noi ricchi occidentali messi “in castigo”. Fa un certo effetto rischiare di essere “rifiutati”, noi che vorremmo rifiutare tutti quelli che dall’Africa si affacciano all’Italia. Da più parti si sente dire che l’arrivo di questa infezione per l’Africa sarà una catastrofe. Ma sopporterà anche questa. Come ha e sta sopportando l’EBOLA(che c’è ancora ma a noi occidentali non tocca e quindi non se ne parla), come sopporta la MALARIA (che fa quasi 400 mila decessi all’anno), sopporta le INFEZIONI dall’HIV alla gastroenterite, che non può curare perchè non ha i soldi per acquistare i farmaci, sopporta la FAME, la miseria, sopporta la MANCANZA DI ACQUA PULITA.
A proposito di questo proprio 2 giorni fa ho ricevuto un appello da suor Patrizia e Maristella da Amakpapé (Cuori Grandi), dove avremmo dovuto andare. Hatchakpe un villaggio a 10 km da loro è senz’acqua. 1500 persone che nella stagione secca sono costretti a scavare dei buchi per trovare un po’ di acqua “sporca”, che usano per bere e per gli usi domestici… ci chiede se possiamo aiutarli a costruire un forage. Beh credo e spero che con l’aiuto di molti potremo aiutarli. Intanto abbiamo anticipato i soldi e in settimana il POZZO dovrebbe essere fatto.
Intanto i lavori di costruzione del REFETTORIO all’orfanotrofio di Notsé vanno avanti ed è quasi completato: questo è reso possibile grazie all’aiuto concreto di tanti.
Come vedete anche da qua si possono aiutare… ma fra qualche mese speriamo di poter partire per portare là la nostra professionalità gratuita…
“Abbiamo tante cose da fare.. facciamole insieme!” (papa Francesco).

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Grazie a Vanessa Bove per le notizie e a tutti i volontari che sono impegnati tutto l’anno, non dimentichiamoci che molti sono infermieri (come Vanessa), oppure medici, e quindi già sono impegnati nel sociale in prima linea anche in Italia.

Articolo Gianna Reale Ph.

Foto dei volontari AVIAT.

Arpino, 14 Aprile 2020.

 

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