Come sempre vi racconterò una ricetta ”a modo mio”
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Il cachi è uno dei frutti più rappresentativi dell’autunno, sia per la bontà che per il suo bellissimo colore aranciato, l’albero poi ispira gli amanti della fotografia, soprattutto quando le foglie diventano gialle e rosse, più in là poi sul meraviglioso albero, con i rami marroni rimangono solo i frutti color arancio e nei giardini e nei campi si stagliano nel panorama invernale, magnifico!

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Cachi

Diospyros kaki, originario dell’ Asia orientale è una delle più antiche piante da frutta coltivate dall’uomo, conosciuta per il suo uso in Cina da più di 2000 anni. La sua prima descrizione botanica pubblicata risale al 1780. Intorno alla metà dell’Ottocento fu diffuso in America e Europa. In Italia fu introdotto nel 1880 e il successo fu subito straordinario. I cachi sono alberi sono molto longevi e possono diventare pluricentenari, ma con crescita lenta. In Italia, per l’assonanza del termine “cachi” con parole volgari, i frutti commestibili sono detti lotidiospiri o cachi mela. Questi ultimi vengono consumati sia più acerbi (denominati commercialmente “loti vaniglia”) sia a uno stato avanzato di maturazione (denominati commercialmente “loti morbidi”).

Proprietà nutrizionali: Il cachi apporta circa 272 kJ (65 kcal) per 100 g, quindi è un ottimo alimento per la dieta. È composto da circa il 18% di zuccheri, l’80% di acqua, lo 0,45% di proteine, lo 0,5% di grassi, oltre a una discreta quantità di Vitamina C e vitamine del gruppo B. È ricco di  Beta-Carotene e di potassio. Ha proprietà lassative e diuretiche. È considerato dai nutrizionisti un alimento completo e nutriente, oltre a essere un indispensabile alleato per le difese immunitarie, grazie alle preziose vitamine e minerali contenuti.

(Da Wikipedia).

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I cachi in foto fanno parte del tipo ”vaniglia” e la consistenza è croccante come una mela, ma anche questi, se lasciati maturare diventeranno morbidi e potranno essere mangiati al cucchiaio.

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Acquistai questo albero proprio perchè amo i cachi ”vaniglia” ma per qualche anno i suoi frutti non lo sono stati, poi, come per magia quest’anno lo sono, per esperienza immaginavo che prima o poi lo sarebbero diventati, anzi, su molti alberi si possono trovare entrambe le varietà, questo è dovuto alla impollinazione.

Ma ritorniamo alla conservazione, perchè avere un albero, anche se piccolo, comporta avere una bella quantità di frutti e quindi perchè non conservarne una parte per l’inverno?

Come al solito sono partita con un progetto ma l’ho cambiato in itinere…

Ho iniziato a pulire i frutti e a tagliarli a pezzettini di circa 2 cm, cercando di farli tutti simili per facilitarne una cottura omogenea.

In tutto erano circa kg 1,5.

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se guardate bene il colore, la varietà ha del marrone all’interno, questa è una delle principali differenze con le altre.

Visto che nella pentola non vi era nessun tipo di liquido, per iniziare la cottura ho versato circa 500 ml di acqua ed ho acceso il fornello iniziando a mescolare per favorirne la cottura omogenea.

Cliccare sul link per visionare il video in diretta

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inizio a girare dopo aver aggiunto l’acqua

quando i pezzetti hanno iniziato a cuocere ho aggiunto circa gr 500 di zucchero, questo è un frutto molto dolce quindi al limite mettetene una parte e assaggiate, poi se lo ritenete opportuno ne aggiungete altro.

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aggiunta di zucchero

una volta aggiunto lo zucchero bisogna continuare a mescolare in modo che non si attacchi nulla al fondo della pentola, se succedesse questa cosa bisognerebbe cambiare pentola in quanto poi la conserva avrebbe un gusto di bruciato.

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Come ho già scritto, il mio progetto iniziale era una confettura, quindi a questo punto avrei dovuto frullare il tutto con il frullatore ad immersione, ma quando ho visto quei pezzettini dorati ho pensato di conservarli così, senza frullarli, e così ho fatto.

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conserva nei barattoli

Naturalmente una volta riempito i barattoli chiuderli immediatamente e capovolgerli per favorirne il sottovuoto e lasciarli in questa posizione fino a quando non saranno freddi.

Come già vi ho consigliato nelle altre ricette, riciclate i vecchi barattolini di vetro lavandoli e sterilizzandoli prima di riempirli di nuovo, ma non i coperchi, a meno che non sono intatti, senza alcuna ammaccatura che non faciliterebbe il sottovuoto facendo passare l’aria, oppure se vi sono presenti macchie scure all’interno che potrebbero portare alla muffa.

Naturalmente, appena finito assaggio sempre per essere sicura che la ricetta si può ripetere.

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ottimo!

Consiglierei di usare questa conserva anche sui gelati alla vaniglia, alla crema o al cioccolato!

Naturalmente con l’assaggio non può mancare il mio amato latte, chi mi conosce sa che ne consumo a litri.

Cliccare sul link per immergersi nell’albero di cachi.

Un saluto e alla prossima ricetta raccontata.

Se vi fa piacere potete seguirmi sulla pagina Fb, su Instagram oppure su YouTube, mi troverete sempre con il mio nome.

Gianna Reale Ph.

Arpino, 25 Ottobre 2020.

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